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San Nicolò Gerrei

Uno sguardo in anteprima
Il paese di San Nicolò Gerrei sorge in una valle compresa entro le montagne del Gerrei, a sud del fiume Flumendosa, a 367 m slm. Vicino al paese si ergono il monte Genis (m 979) e il monte Arrubiu (m 773) del massiccio dei Sette Fratelli, che domina la regione sud-orientale della Sardegna, in un'area ricca di foreste. In località "Is Sulumeddus" sono presenti due note sorgenti d'acqua, ma sono in generale assai suggestivi i paesaggi dei dintorni, con valli, boschi e monti. Molto caratteristico è l'altopiano di Pranu Sanguini ("del sangue"), così chiamato per la presenza di erbe che durante il periodo primaverile assumono una tenue colorazione rossastra.
Il centro urbano è costruito con la tipica pietra scistosa locale che si alterna agli edifici in "ladiri", il mattone in terra cruda.

Il territorio di San Nicolò Gerrei fu abitato da epoca antica. In particolar modo una testimonianza epigrafica risalente ad epoca romana attesta la presenza di un importante santuario salutifero situato nelle campagne del paese, in località Santu Iacci, almeno dal II sec. a.C. Si tratta di una base di colonna in bronzo, recante un'iscrizione trilingue, conservata purtroppo al Museo Archeologico di Torino.
Nel Medioevo San Nicolò Gerrei appartenne al giudicato di Cagliari, con il nome di Pauli Gerrei, toponimo che deriverebbe dalla posizione del paese situato in un fondovalle o nei pressi di una palude oggi prosciugata ("pauli" in sardo).

Perché visitare San Nicolò Gerrei
San Nicolò Gerrei sorge intorno alla chiesa parrocchiale dedicata a San Nicola, fondata nel 1600 e dotata di due campanili.
Due piazze del paese ospitano importanti sculture contemporanee, dedicate allo storico dell'arte Salvatore Naitza. Gli amanti delle espressioni artistiche innovatrici, dunque, potranno ammirare in Piazza Lussu la scultura di Giovanni Campus, mentre l'opera di Pinuccio Sciola campeggia in piazza Naitza. Campus e Sciola, due protagonisti del panorama artistico contemporaneo a livello internazionale, lasciano dunque i segni di rinnovamento in un paese profondamente radicato nel passato.