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Putifigari

 
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Necropoli di Monte Seseri, Putifigari

Uno sguardo in anteprima

Il paese si adagia in un territorio mosso da aspri rilievi fra i quali si ergono il monte Murone, il monte Ippas e il monte Majore. Alla sommità di quest'ultimo è possibile abbracciare con lo sguardo un ampio orizzonte comprendente la Riviera del Corallo. Il territorio è irrorato da corsi d'acqua a carattere torrentizio come il rio Sette Ortas e il rio Serra, che provenendo dal monte Falcadu si gettano sullo stagno di Calich dopo aver percorso le campagne confinanti con Alghero. Probabilmente proprio la fertilità del terreno ha determinato, nel territorio, antichi insediamenti abitativi risalenti al periodo preistorico.

Ma il nucleo dell'attuale abitato sorse nel Medioevo, quando Putifigari faceva parte della curatoria di Coros, uno dei distretti amministrativi del giudicato di Torres. Nel 1365 il paese fu donato dal re Pietro d'Aragona a don Pedro Boyl. L'abitato si articola in 4 rioni, fra i quali quello di Sa Piatta ospita il Palazzo Comunale, un tempo residenza baronale, e la parrocchia di Nostra Signora di S'Ena Frisca.

Galleria fotografica della Domus de Janas Monte Siseri
  • Putifigari, Domus Monte Siseri
  • Putifigari, scorcio della Domus de Janas
  • Putifigari, necropoli di Monte Siseri
  • Putifigari, scorcio della necropoli
  • Putifigari, particolare della Domus De Janas


Perché visitare Putifigari
Ampie distese di vigneti, oltre a rendere il paesaggio suggestivo, producono un rinomato Cannonau. Nella zona di Pagliaresu è inoltre possibile sostare in punti panoramici mozzafiato, con vista che arriva fino al promontorio di Capocaccia. Nel cuore dell'abitato, invece, è possibile ammirare la chiesa parrocchiale dedicata a Nostra Signora de S'Ena Frisca, la cui fondazione risale al XVI secolo. La facciata è scandita da colonne che rielaborano il linguaggio architettonico classicista, mentre l'interno consta di una navata su cui si affacciano 4 cappelle per lato; nell'altare campeggia la statua raffigurante la titolare della chiesa nonché patrona della paese.

Questo simulacro è il protagonista della festa di Nostra Signora de S'Ena Frisca che si svolge ogni terza domenica del mese di maggio: il nome ("Nostra Signora dell'acqua fresca") allude probabilmente al ritrovamento della statua nei pressi di una fonte d'acqua non distante dal paese. I festeggiamenti avvengono tra riti religiosi e spettacoli folk. Balli, sfilate, frittellate e favate in piazza animano invece il Carnevale, nel mese di febbraio, mentre a giugno si celebra la festa di San Giovanni, che mescola riti religiosi ad esibizioni di canti e balli tradizionali. L'evento musicale più significativo è senza dubbio quello offerto dal Festival dell'organetto, a cui partecipano diversi musicisti da provenienti da tutta la Sardegna.

A luglio, in occasione della Sagra della pecora, si svolgono incontri tra gli operatori del settore agropastorale accompagnati da degustazioni di prodotti tipici, come avviene il mese dopo nella Sagra del mirto, con mostre etnografiche che ricostruiscono gli ambienti della cultura contadina. In settembre gli appassionati di sport possono partecipare alla manifestazione chiamata Pedalata Ecologica mentre gli estimatori dei funghi, a novembre, sono invitati alla Mostra micologica del Capo di Sopra. Infine, il 25 dicembre, fra muretti a secco e capanne si realizzano presepi viventi che rievocano la nascita del Cristo.