Uno sguardo in anteprima
Il paese sorge nella pianura della valle del fiume Tirso, non lontano dalle pendici delle colline della Barbagia di Ollolai. Nell'habitat naturale creato dal Tirso si trovano lepri, anatre selvatiche, testuggini d'acqua dolce e galline prataiole.
Il territorio di Ottana fu abitato fin dalla preistoria, come testimonia la presenza di
domus de janas, nuraghi e tombe di giganti. Le origini del paese sono, dunque, da ricercarsi nel periodo in cui iniziarono i grandi insediamenti nel centro Sardegna, quando nacquero la civiltà Protosarda e quella Nuragica.
Come gran parte del territorio sardo, anche quello di Ottana fu interessato da numerose invasioni: quella punica per esempio a cui è legata la leggenda di un eroe che avrebbe dato il nome al paese e quella romana, durante la quale Ottana consolidò l'importanza economica e strategico-militare. Del periodo romano rimangono le strutture termali.
Il villaggio si sviluppò nell'alto medioevo e in periodo giudicale, quando, capoluogo dell'omonima curatoria del giudicato di Torres, si trovava al centro di un territorio molto popolato. Importante sede vescovile, con giurisdizione su Marghine, Goceano e Dore decadde nel 1503: la diocesi fu soppressa e trasferita ad Alghero.
La zona di Ottana, tradizionalmente votata all'agricoltura e alla pastorizia, negli anni '70 del Novecento, prescelta dall'ENI e da altri gruppi industriali, divenne fulcro della nascente industrializzazione, ospitando grandi impianti per la produzione di materie plastiche e fibre sintetiche. Oggi si osserva un ritorno alle attività agricole e artigianali, parallelamente allo sviluppo delle attività turistiche.
Galleria fotografica del paese
Galleria fotografica del carnevale
Perché visitare Ottana
Non lontano dal centro storico di Ottana si può visitare una chiesa di notevole interesse: è San Nicola, un tempo cattedrale della diocesi di Ottana. Di severe forme romaniche (la fondazione risale al 1150), la chiesa, in conci di trachite nera e violacea, risente di influssi pisani e conserva al suo interno una pala trecentesca e un crocefisso del '500.
I festeggiamenti per il Carnevale richiamano ogni anno a Ottana moltissimi visitatori. Le maschere caratteristiche ottanesi,
sas Carazzas, sono "
sos Merdùles", "
sos Boes", di secolare tradizione. "
Sos Boes" indossano pelli di pecora bianche e portano sul viso maschere di legno raffiguranti bovini con corna più o meno lunghe; tali maschere, lavorate ad intaglio, hanno raffigurata una stella sulla parte frontale e due foglie lungo gli zigomi.