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Orotelli

 
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Orotelli, panorama
Uno sguardo in anteprima

Il paese di Orotelli si trova al centro della Sardegna, a 406 metri di altitudine sul livello del mare, su un'altura chiamata "Serra di Orotelli", situata sul versante meridionale della catena del Marghine. Questo territorio è caratteristico per la varietà e le forme spesso suggestive delle rocce granitiche.
Le etimologie a cui si può far risalire il nome Orotelli sono diverse: dal fenicio significherebbe sito protetto, riservato; dal greco monte, altura, posto in altura; dalla locuzione latina "auri tellus", che significa terra d'oro. Col tempo il nome si sarebbe poi modificato in Oritellus, Oritelli e infine Orotelli.

Il territorio di Orotelli fu abitato fin dalla preistoria, come testimonia la presenza di alcuni nuraghi e tombe di giganti. In età medievale fece parte del giudicato del Logudoro e della curatoria di Dore, passò poi agli Arborea. All’inizio del XII secolo d.C, Orotelli divenne residenza dei vescovi di Ottana e sede di monasteri, tra cui quello benedettino di San Giovanni Battista. Al XIII secolo d.C. risale la parrocchiale di San Giovanni Battista. In età medievale sorsero numerosi centri abitati oltre a Orotelli: Forolo, Oddini, Idili, Miale, Arae, Santu Chiricu.
Nel 1617 il paese fu incorporato nel Marchesato di Orani, riscattato nel 1839. Nel 1892 Orotelli vinse a Venezia il primo premio in Italia per la qualità del grano duro.

Caratteristica di Orotelli è la robustezza delle abitazioni in pietra locale. Il territorio è povero d'acqua, coltivato per lo più a cereali, sopratutto grano.

Galleria fotografica del paese
  • Orotelli, maschera Sos thuirpos
  • Orotelli, scorcio dei tetti
  • Orotelli, la roccia a forma di fungo
  • Orotelli, retro della chiesa di San Giovanni
  • Orotelli, le case sulla roccia


Galleria fotografica del carnevale
  • Carnevale di Orotelli
  • Maschere a Orotelli
  • Bambini in maschera
  • Scena del carnevale di Orotelli
  • Carnevale di Orotelli


Perché visitare Orotelli
Nel territorio di Orotelli si trovano numerose emergenze preistoriche, come i nuraghi Calone, Aeddos, Sarcanai, Athentu, Passarinu e Corcove. Il nuraghe Aeddos in particolare è una costruzione ciclopica dell'Età del Bronzo. Il monumento, costruito con blocchi di granito è intatto per quasi tutta la sua altezza originaria. Il nuraghe si trova nella parte terminale della strada Comunale che dalla Strada Statale 129, al Km 62, sale a Sa Serra.

La chiesa dedicata a San Giovanni, oggi parrocchiale, venne costruita attorno al 1116, in funzione di cattedrale per la temporanea indisponibilità di quella di Ottana. Dell'impianto romanico in pietra vulcanica rimangono in vista la facciata, l'abside e le paraste angolari del transetto e dei fianchi. Il resto della chiesa è ricoperto da intonaco bianco. All’interno della chiesa si trova la statua di San Giovanni e il grande crocifisso, entrambi in legno, risalenti al Cinquecento come gli arredi in argento: la croce astile, l’ostensorio, il secchiello e il calice, lavorati a cesello e a sbalzo. Sempre medievale è la chiesa rurale di San Pietro, costruita dall'ordine Benedettino in stile pisano tra il 1116 e il 1125. Nelle vicinanze si trovano le sorgenti di acqua calda solforosa chiamate Sos Banzos che furono sfruttate con ottimi risultati in epoca romana e di cui sono testimonianza alcuni ruderi risalenti, pare, a diciotto secoli fa.
Il carnevale tradizionale di Orotelli è un appuntamento da non perdere: le maschere tradizionali sono i Thurpos (ciechi, storpi), che inscenano diverse situazioni legate alla tradizione contadina. Si presentano a viso scoperto, vestiti con un abito di velluto, i gambali di cuoio (sos cambales), un lungo pastrano (su gabbanu) di nero orbace, quello che un tempo veniva utilizzato dal pastore durante la stagione invernale. A tracolla portano una bandoliera di campanacci, i volti sono coperti di fuliggine e sono nascosti da un grande cappuccio che scende fino al naso. Sughero e campanacci vengono utilizzati con la funzione di allontanare gli spiriti maligni.