Logo Regione Autonoma della Sardegna
PROMOZIONE DEL TURISMO IN SARDEGNA
sardegnaturismo  ›  offerta  ›  città paesi  ›  paesi  ›  provincia di nuoro  ›  oniferi

Oniferi

Uno sguardo in anteprima
Oniferi sorge a sud–ovest di Nuoro, sulle pendici nord-occidentali del massiccio del Gennargentu, affacciato sulla vallata in cui scorre il rio Mannu, affluente del fiume Tirso. Il suolo, ricco d'acqua, è di natura granitica e trachitica. Il territorio è circondato da colline, montagne e tratti pianeggianti ed è ricco di pascoli e boschi di querce da sughero, roverelle, lentischi e olivastri abitati da cinghiali e volpi e da volatili tra cui la gallina prataiola.

Il centro abitato ha origine medievale, ma il territorio del comune conserva una delle più belle testimonianze dell'età enolitica, la necropoli a domus de janas di Sas Concas. In età medievale il paese del giudicato di Torres apparteneva alla curatoria di Dore-Orotelli; feudo nel Regno catalano-aragonese, dal XVII secolo in poi appartenne al marchesato di Orani.

Galleria fotografica delle aree archeologiche
  • Oniferi, scorcio Domus de Janas Brodu
  • Oniferi, Domus de Janas Brodu
  • Oniferi, Domus de Janas Sa Conca
  • Oniferi, area archeologica
  • Oniferi, nuraghe Ola


Galleria fotografica del carnevale
  • Asino durante il carnevale di Oniferi
  • Uomini in costume
  • Momento del carnevale
  • Scene del carnevale di Oniferi
  • Attimo del carnevale


Perché visitare Oniferi
Al centro del paese si trova la chiesa parrocchiale intitolata a San Gavino, risalente al XV secolo, nella quale si celebra la festa patronale il 25 ottobre.

I principali motivi di interesse di Oniferi sono disseminati nel suo territorio e legati in primo luogo all'archeologia. Nella località di Sos Settiles sono presenti le tracce di una necropoli-santuario con diversi menhir raggruppati intorno alla sepoltura più importante. In tutto il territorio si trovano numerosi nuraghi, come il Soloai e il Maddorocco, il Murtas, l'Istorito, l'Ola e il Predosu.

La testimonianza più eloquente del passato di Oniferi è offerta dalla necropoli a domus de janas di Sas Concas che si trova all'interno di un filone trachitico. Il complesso è costituito da 20 ipogei che la rendono la necropoli più estesa di tutta la Barbagia, regione in cui le domus de janas compaiono generalmente isolate o raggruppate in numero esiguo. L'impianto planimetrico delle tombe di Sas Concas è piuttosto articolato. Le varie tombe si distinguono per i diversi elementi architettonici e simbolici: la "Tomba dell'Emiciclo" e la "Tomba Nuova Ovest" recano incisi sulle pareti numerosi petroglifi e coppelle. Nella prima, in particolare, le pareti sono ricoperte da un gran numero di figure antropomorfe, talune delle quali capovolte e interpretate come rappresentazioni del trapasso dalla vita alla morte, in una sorta di volo dell'essere umano verso il mondo capovolto, l'aldilà.

Sotto il nuraghe Brodu, sulle pendici di una collina, è scavata in una roccia trachitica un'altra necropoli neolitica, quella di Brodu. Il complesso è costituito da quattro sepolture, dalla planimetria non molto articolata. La più interessante è probabilmente la cosiddetta "Tomba IV" che sulle pareti reca la riproduzione di elementi simbolici, come le quattro corna taurine inscritte le une nelle altre sulla cornice del portello di accesso alla cella principale. Le pareti presentano tracce di colore rosso, simbolo di sangue e dunque di vita.

Oltre alla festa parrocchiale, Oniferi si riunisce intorno ai grandi falò tipici della festa di Sant'Antonio in gennaio. In quest'occasione, a cui partecipa tutta la popolazione, vengono offerti dolci tipici e vino. Da questo giorno partono anche i festeggiamenti del carnevale tradizionale. Protagonisti del carnevale oniferese sono Sos Maimones maschere tipiche che, a differenza di altri personaggi dei carnevali barbaricini, non coprono il viso con travestimenti lignei ma lo rendono irriconoscibile annerendolo con la fuliggine ricavata dal sughero bruciato.