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Olzai

 
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Olzai, donna in abito tradizionale
Uno sguardo in anteprima
Nel cuore della Barbagia, in provincia di Nuoro, si trova il paese di Olzai, circondato da boschi di lecci dominati da un'aspra e imponente catena montuosa. In epoca medievale Olzai faceva parte del giudicato di Arborea; nel 1410 passò al marchesato di Oristano per poi essere compreso nei domini degli Aragonesi a partire dal 1478, dopo la battaglia di Macomer. L'abitato fatto di case di granito si sviluppa attorno alla chiesa di Santa Barbara.

Galleria fotografica del paese
  • Olzai, giardino fiorito nel centro storico
  • Olzai, il costume sullo sfondo del paese
  • Olzai, retablo della peste
  • Olzai, scorcio del centro storico
  • Olzai, mulino Rio Bisine


Galleria fotografica del carnevale
  • Primo piano della maschera di su Maimone
  • Un gruppo di maschere di Sos Maimones
  • Le allegre maschere di Sos Maimones
  • Un momento della sfilata
  • Le maschere di Sos Intinos


Perché visitare Olzai

Olzai conserva il fascino di un borgo antico sospeso fra boschi e montagne. Le sue strade, nel periodo del Carnevale, fanno da scenario a vivaci sfilate che si snodano fino alla domenica della "Pentolaccia". Il territorio circostante è ricco di testimonianze archeologiche risalenti al periodo prenuragico e nuragico, in una zona di campagna bagnata dal fiume Taloro. Sul monte Gulana si trovano le rovine di un antico castello medievale mentre a poca distanza dal paese è possibile ammirare un menhir ed un dolmen. La tomba di giganti S'Ena 'e sa Vacca è un altro punto di interesse così come l'antico mulino ad acqua "Su Mulinu Vezzu" risalente al Settecento e ancora funzionante.

All'interno del paese si trova la chiesa di Santa Barbara, costruita nel XIV-XV secolo. Articolata in tre navate, la chiesa ospita sull'altare maggiore il Retablo della Peste dipinto nel XV secolo dal cosiddetto Maestro di Olzai, considerato da alcuni studiosi il capostipite della scuola pittorica sarda.

Nel rione di Sant'Anastasio si trova la casa del pittore Carmelo Floris. Appartenuta a don Sebastiano Melis, considerato uno degli ultimi "hidalgos" della Sardegna, passò in seguito per via ereditaria alla madre del pittore, il quale nelle stanze della grande casa trovò numerosi motivi di ispirazione, grazie anche agli splendidi paesaggi su cui questa si affaccia. Oggi l'edificio di proprietà del Comune, si può visitare.

Il 27 giugno si celebra la festa del patrono del paese, San Giovanni Battista.