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Mogorella

Uno sguardo in anteprima
Mogorella sorge ai piedi del Monte Grighine, da cui si può godere di un bellissimo panorama che spazia fino al capoluogo oristanese. Il suo territorio è ammantato da una florida vegetazione caratterizzata dalla macchia mediterranea: crescono abbondanti i lentischi, i corbezzoli, i lecci, le sughere, le roverelle, il cisto e il mirto. In mezzo a questa macchia si aggira la fauna ricca e variegata tipica delle zone interne: pernici, lepri, conigli, volpi e nelle zone più alte e impervie il cinghiale, che nella stagione venatoria attira sulle sue tracce molti cacciatori.

Il territorio ha conosciuto un'antropizzazione precoce, come dimostrano i tanti nuraghi che lo costellano. Il ritrovamento di un'importante e rara scultura bronzea, detta il gladiatore, dimostra che l'area fu occupata anche in periodo romano. In epoca medievale il villaggio era così piccolo da non essere citato neppure nelle bolle pontificie. Nel 1417 entra a far parte dei villaggi della baronia di Senis, ma solo nel 1546 viene riconosciuta come "bidda" (villaggio) di questa baronia.

Galleria fotografica
  • Mogorella, antico fabbricato
  • Mogorella, particolare del portale Fenu
  • Mogorella, momento di una processione
  • Mogorella, panoramica del paese
  • Mogorella, vecchia fonte nel centro del paese


Perché visitare Mogorella
La vera attrattiva del paese è rappresentata dai suoi siti nuragici: il suo territorio ospita infatti sette nuraghi, di cui i più importanti sono il protonuraghe Su Friarosu, il nuraghe Luas e quello Fenogu.
In particolare il protonuraghe Su Friarosu, che sorge su un pianoro calcareo poco prima dell'ingresso al paese, è di particolare interesse perché rappresenta l'anello di congiunzione tra i protonuraghi semplici e la tipologia più evoluta a tholos. Si tratta di un protonuraghe a corridoio risalente ad un periodo che va dal bronzo antico al bronzo medio.

Santo patrono di Mogorella è San Lorenzo, che viene festeggiato due volte nel corso dell'anno. La prima volta il 20 maggio, con una processione cui si accompagnano gruppi folkloristici e cavalieri; in concomitanza si svolge anche la Sagra della pecora, durante la quale viene offerta una degustazione della saporita carne insieme al buon vino locale. La seconda festa si tiene tra il 9 e il 11 agosto, giorni durante i quali i gruppi folkloristici si esibiscono con canti e balli tradizionali.