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Lula

 
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Monte Albo, Punta Caterina
Uno sguardo in anteprima
Ai piedi delle scoscese pareti calcaree del massiccio del Monte Albo, che si erge maestoso al centro della Baronia settentrionale, si trova il paese di Lula. Fin dall'antichità era conosciuto come centro minerario per la presenza di importanti giacimenti carboniferi e di galene. Il territorio è immerso in una vegetazione fitta e lussureggiante, costituita da boschi di leccio, ginepri, lentischi, corbezzoli e olivastri, in mezzo ai quali si muovono e vivono esemplari di muflone, volpi, martore, cinghiali, lepri, conigli, pernici, tortore e la fiera aquila reale. All'interno delle numerose grotte del Monte Albo si può poi incontrare il geotritone sardo, una specie caratteristica di queste zone, amante dell'umidità.

Si ipotizza che il nome Lula derivi da "lucus", sostantivo di origine etrusca dal significato di bosco sacro, adatto ad indicare l'abbondanza boschiva della regione. Il territorio di Lula è stato abitato fin dal neolitico, come dimostrano le numerose domus de janas, i villaggi nuragici, le tombe di giganti e i nuraghi che si trovano, numerosi, sulle montagne circostanti. Fin dal periodo nuragico e in particolare in epoca romana la zona venne particolarmente sfruttata per la produzione mineraria.

La miniera di Sos Enattos, oggi aperta solo ai turisti, fu utilizzata, infatti, già in età romana, mentre risale all'XI secolo d.C. la presenza di una colonia di schiavi ebrei gestita da un ricco possidente di nome Nabat o Nabatha come soprintendente. Durante il Medioevo Lula appartenne alla curatoria di Orosei nel giudicato di Gallura.

Galleria fotografica del carnevale
  • Fuoco acceso per il carnevale
  • Sos Battileddos
  • Luna sui monti di Lula
  • Falò acceso durante il carnevale
  • Maschera che si riposa


Perché visitare Lula
Sulla fascia che unisce Lula a Siniscola si distende l'imponente massiccio calcareo del Monte Albo. Le sue falde boscose, dominate dagli alti picchi di Punta Catirina e del monte Turuddò, sono ideali per rilassanti passeggiate lungo i sentieri tracciati in mezzo agli antichi lecci, ai corbezzoli e ai ginepri. Anche la fauna locale è piuttosto ricca, si possono vedere in particolare mufloni e cinghiali.

Con l'ausilio di una guida locale si possono raggiungere punti particolarmente panoramici, come il canalone di Sas Piperai, la fonte di Istiriddò, la Punta de su Nuraghe, sulla cui cima si conservano i resti di una struttura preistorica, la Punta Casteddu, dove si trovano i ruderi di un villaggio nuragico, e il valico di Janna di Murai, attraverso cui si può raggiungere Sa Tumba de Nurai, una specie di profondo pozzo naturale.

Le numerose domus de janas dimostrano la presenza umana fin dal neolitico; una tra le più interessanti è quella chiamata Sa Conchedda 'e Su Priteru scavata all'interno di un costone calcareo cui le venature ferrose hanno conferito un particolare colore rosato. Molti sono anche i resti di villaggi nuragici, tombe di giganti e nuraghi, tra i quali quello di Littu Ertiches realizzato in pietre calcaree.

Altra meta interessante, sempre alle pendici del Monte Albo, è quella della miniera di Sos Enattos. Si tratta di una miniera già sfruttata dai romani e riscoperta nell'Ottocento, dove l'attività estrattiva si è protratta fino a non tanti anni fa. Oggi quest'area fa parte del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna riconosciuto dall'UNESCO. Non distanti da qui si trovano anche i siti minerari abbandonati di Buzzurra e Argentaria, legati all'estrazione di minerali piombo-argentiferi, dove ancora si possono vedere le rovine di molti fabbricati ottocenteschi.

Nel territorio si trovano numerose chiese campestri, tra cui il Santuario di San Francesco di Lula. Si tratta di uno dei più suggestivi e importanti santuari campestri della Sardegna. Secondo la tradizione sarebbe stato fondato nel XVII secolo da alcuni banditi nuoresi, tanto che il Santo a cui è dedicato, San Francesco d'Assisi (qui chiamato San Francesco di Lula) era piuttosto amato da banditi e "balentes", cioè i coraggiosi.

La chiesa attuale, realizzata nel 1795, è un rifacimento di quella del '600 e al suo interno conserva una statua lignea seicentesca di scuola napoletana raffigurante il Santo. Attorno al santuario si è sviluppato un novenario, un piccolo villaggio costituito da un gran numero di cumbessias, caratteristici ricoveri dove i fedeli possono recarsi a pregare nei giorni della festa. Questa solennità, che si tiene dal primo al 9 maggio, è una delle più sentite e frequentate del Nuorese e delle Baronie: il parroco offre la tipica minestra chiamata su filindeu cotta nel brodo di pecora e condita con formaggio e su zurrette, il sanguinaccio, a tutti i fedeli che durante la novena si recano al santuario, dove si tengono diversi riti fino al grande pranzo all'aperto, detto s'arbore.

Un'altra festa importante per Lula è il 17 gennaio, giorno in cui si festeggia Sant'Antonio Abate. In paese si accendono dei grandi falò sulle cui ceneri viene issato l'albero della cuccagna mentre ai partecipanti viene offerto il caratteristico dolce aromatizzato con la buccia d'arancia chiamato "aranzata". La prima domenica di settembre si festeggia invece San Nicola con una bella festa campestre, mentre il 4 ottobre avviene un primo pellegrinaggio in onore di San Francesco, con partenza dalla chiesa della Solitudine fino al santuario campestre. Altra festa tradizionale è quella del carnevale, la cui maschera protagonista è su Battileddu, la vittima, vestito di pelli di pecora o montone, con il volto sporco di fuliggine e di sangue e la testa coperta da un fazzoletto nero femminile e un copricapo con corna caprine, bovine o di cervo.

Per informazioni sulla miniera di Sos Enattos:
www.igeaspa.it/igea/visite/lula.html