Uno sguardo in anteprima
Gavoi si trova al centro della Barbagia tra monti, vallate e altipiani. Il lago di Gusana, alimentato dalle acque del fiume Taloro, mitiga il clima barbaricino. Il paese è circondato dagli spettacolari boschi del Gennargentu, rifugio di molti rari animali di particolare interesse naturalistico, tra questi l'euprotto sardo (un anfibio), il nibbio reale, il falco pellegrino, il corvo imperiale, il gatto selvatico e la martora.
L'abitato, disposto ad anfiteatro sul versante di una montagna, è contraddistinto da una certa uniformità stilistica: la maggior parte delle case sono di granito grigio, con i balconi in ferro battuto o legno intagliato, spesso abbelliti da cascate di gerani. Anticamente la casa gavoese si sviluppava su due altezze: al pian terreno si trovava il locale che serviva da cucina, da stanza di ritrovo per la famiglia e da ricovero per gli animali. Al piano superiore si trovava la camera da letto degli sposi, ammobiliata semplicemente così come il locale del piano sottostante. A volte, sotto la casa, si trovava una camera che si utilizzava come magazzino e stanza da letto per gli altri componenti della famiglia.
Non è nota l'origine del centro abitato, ma verosimilmente risale ad epoca romana. Sicuramente il territorio circostante fu abitato sin dalla preistoria, come indica la presenza di menhir, sepolture a "domus de janas" e dei nuraghi di Castrulongu e di Talaikè.
Galleria fotografica del paese
Galleria fotografica del carnevale
Galleria fotografica del Festival della Letteratura
Perché visitare Gavoi
Nel 2005 Gavoi ha ricevuto la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, importante riconoscimento di qualità per il contesto ambientale in cui il paese è inserito e per le risorse archeologiche e storiche distribuite sul territorio. Al centro del paese si trova la parrocchiale di San Gavino, di tipologia tardo-gotica (XVI sec.), con un bel rosone in trachite ed un portale con timpano ricurvo spezzato di stile rinascimentale. All'interno si trovano un pulpito in legno intagliato del '600 e un bel fonte battesimale del 1706, anch'esso in legno intagliato e dorato.
L'altra chiesa degna di nota del paese si trova invece nella parte alta: è la chiesa di Sant' Antioco, con una grande statua lignea del santo risalente al XVIII secolo e numerosi ex voto in filigrana d'oro e d'argento.
Sempre all'interno del paese è possibile visitare due interessanti musei: il museo "Jocos" è dedicato ai vari aspetti della cultura agro-pastorale locale e più in generale sarda. Il nucleo più importante è costituito dagli strumenti sonori e musicali in uso nella vita quotidiana e nelle ricorrenze festive, ricostruiti dallo stesso espositore. Il secondo museo è quello della "Civiltà d'altopiano" dedicato alla vita del pastore transumante e del suo compagno di lavoro, il cavallo. Alle pareti sono appesi centinaia di morsi, staffe e speroni, per la maggior parte fabbricati nelle botteghe de "sos ispronarzos" di Gavoi. Il paese infatti, in passato, era noto in tutta la Sardegna per la sua produzione artigianale di morsi e speroni per cavalli, mentre oggi è rinomato per la produzione del gustoso formaggio pecorino "Fiore sardo" (marchio
D.O.P.).
Il lago di Gusana, insieme alle vallate circostanti, per la sua rilevanza naturalistica e paesaggistica rappresenta una delle più importanti attrattive turistiche della Barbagia: si possono praticare gli sport acquatici (canoa e windsurf) e la pesca, in particolare di trote, persici e carpe. Si tratta inoltre di un importante centro di villeggiatura, non solo per gli appassionati di sport acquatici ma anche per chi ama le lunghe passeggiate a cavallo o in generale le escursioni naturalistiche. La vallata del bacino artificiale è infatti incorniciata da un fitto bosco di lecci, roverelle, castagni, agrifogli, noci e ciliegi.
Ogni anno, tra fine giugno e i primi di luglio, numerosi visitatori raggiungono Gavoi attirati dal Festival della Letteratura "L'Isola delle storie". Articolato in tre giornate, prevede incontri con gli autori, dibattiti, letture e appuntamenti musicali di grande rilievo.
Anche i riti carnevaleschi sono da non perdere: si inizia il giovedì grasso,
jobia lardajola (così chiamato perché in questa occasione si preparavano le fave con il lardo), con
Sa sortilla 'e tumbarinos, il raduno di centinaia di tamburini. Gli adulti e i bambini sfilano indossando il tipico abito di velluto e calzando scarpe chiamate
sos cosinzos e
sos cambales. Il corteo si snoda per le vie del centro del paese con i tamburi che suonano all'impazzata, accompagnati da altri strumenti tradizionali. La musica è al centro della festa, non è importante il travestimento perchè
Su Sonu, il suono, è la maschera.
Bandiera Arancione del Touring Club Italiano