Uno sguardo in anteprima
Il piccolo centro minerario appartenente alla Barbagia di Belvì è situato ai piedi del monte
Sa Scova che scende gradatamente verso la valle del Flumendosa. Una gran parte della superficie territoriale di Gadoni è boschiva e caratterizzata dalla presenza di lecci, roverelle, sugherelle e macchia mediterranea. Le imponenti rocce calcaree si presentano come tacchi e poggiano su basamenti di arenaria da dove sgorgano sorgenti d'acqua. Il corso del Flumendosa crea suggestivi scenari tra piccole cascate, boschi e gole.
La presenza dell'uomo nel territorio risale all'epoca nuragica. Molto conosciute sono le miniere di "Funtana Raminosa" sfruttate già nel periodo della civiltà megalitica sarda, per la produzione di rame. Lo scavo minerario di
Seddas Is Puzzus ha permesso il ritrovamento di numerosi reperti archeologici e di manufatti metallici. La miniera venne sfruttata anche nei secoli successivi come dimostrano numerosi reperti ed utensili databili al periodo fenicio-punico. Un forno fusorio e un lingotto in rame risalgono invece al periodo romano. Nel periodo giudicale Gadoni era annesso al giudicato di Arborea, nella curatoria della Barbagia di Meana. In seguito passò a quella del Mandrolisai. Il toponimo di Gadoni, secondo una leggenda popolare, deriva dal cognome del primo abitante del paese, un pastore di Arzana che intorno al 1400 avrebbe trovato rifugio in una località chiamata
Mammatulu.
L'economia gadonese, fino agli anni '80 del xx secolo profondamente legata alla miniera di "Funtana Raminosa", si basa adesso principalmente sull'agricoltura e la pastorizia.
Perché visitare Gadoni
I boschi di sughere e lecceti che circondando il territorio gadonese offrono panorami e paesaggi di notevole bellezza. Passeggiando per i sentieri di campagna è facile imbattersi in specie animali rare e protette. Gadoni è noto anche per i suoi alberi di noce, per i ciliegi e per la produzione di castagne. L'artigianato locale è piuttosto fiorente grazie alla qualità del legno di castagno e per il lavoro della tessitura della lana, i cui colori vengono preparati in modo naturale con la cottura di diverse erbe.
Il centro abitato conserva nella zona storica le vecchie e tipiche case contadine con ampi cortili. Nella via principale si trova la parrocchiale della Beata Vergine Assunta. La patrona del paese è Santa Marta che viene festeggiata il 29 luglio con una processione in cui i fedeli indossano il costume tradizionale gadonese. Santa Barbara, protettrice dei minatori viene festeggiata il 4 dicembre, con una suggestiva celebrazione all'interno della miniera di Funtana Raminosa a cui partecipa tutta la popolazione.
La miniera dismessa di Funtana Raminosa è al centro di un progetto di recupero e di valorizzazione. Gli impianti ormai in disuso possono essere visitati con guide esperte. La struttura è entrata a far parte del Parco Geominerario, Storico e Ambientale della Sardegna, riconosciuto dall'Unesco.
Per informazioni sulle visite guidate:
www.igeaspa.it/igea/visite/framinosa.html