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Esterzili

Uno sguardo in anteprima
Esterzili è un pittoresco paesino della parte centro-orientale della Sardegna, situato a 800 metri sul livello del mare, ma che comprende anche la zona del Monte Santa Vittoria, con i suoi 1200 metri di altitudine. Il suo territorio per la gran parte è ricoperto da pascoli, formazioni calcaree e valli incastonate tra le rocce sporgenti: un paesaggio molto accidentato e aspro, caratterizzato da notevoli dislivelli prodotti dagli altipiani calcarei sovrapposti, come il piccolo Tacco di Esterzili e quello di Orboredu. Gran parte del territorio, comprese le poche estensioni forestali, è adibita a pascolo brado per le greggi di pecore, capre e vacche.

La zona è stata sicuramente abitata fin da tempi antichissimi; i primi ritrovamenti risalgono già al periodo prenuragico. La più antica testimonianza scritta, però, è quella della famosissima tavola bronzea del 69 d.C., rinvenuta nel 1866 e contenente una sentenza emessa dal proconsole romano Agrippa in occasione di una lite di confine tra due tribù locali, quelle dei Gallilenses, pastori della Barbagia, e dei Patulcenses, agricoltori di origine campana abitanti delle pianure. Oggi la tavola si conserva nel Museo Archeologico di Sassari.

Perché visitare Esterzili
Il paese è meta ideale per i molti turisti che vogliano unire storia e natura nei loro viaggi per i borghi della Sardegna. Il territorio offre un paesaggio molto singolare, caratterizzato dai tipici tacchi, altipiani calcarei che si sovrappongono incastonando suggestive vallate; un patrimonio archeologico di notevole bellezza e importanza, con i suoi menhir, dolmen, domus de janas, tombe dei giganti e alcuni pozzi sacri; i colorati murales che abbelliscono i muri delle dimore paesane.
Il sito più importante è senz'altro quello del Tempio di Domu 'e Urxia, il più grande tempio a "megaron" nuragico finora conosciuto, dove recentemente sono stati rinvenuti dei bronzetti nuragici di notevole interesse. Secondo la leggenda il nome del sito deriva da quello di una maga crudele che custodiva due botti: una piena d’oro e l’altra piena di mosche assassine.

Di particolare suggestione e fascino sono le feste tradizionali: innnanzi tutto quella in onore di Sant'Antonio Abate, cui è dedicata la chiesa Parrocchiale, che si svolge il 17 gennaio e va avanti per tre giorni alla luce di un gigantesco falò benedetto dal prete. La festa è rallegrata da un piccolo banchetto con carne arrosto, pane fatto in casa, dolci sardi e vino rosso.
Nel periodo natalizio poi nella piazza del paese si allestisce un grazioso presepio a grandezza naturale; la capanna, da qualche anno, viene arricchita con strumenti e utensili tradizionali sardi.

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