Uno sguardo in anteprima
Il piccolo paese, che si trova a circa 450 m sul livello del mare, è un comune di recente costituzione: ha ottenuto il riconoscimento solo nel 1988; prima faceva parte del comune di Perfugas.
Le prime testimonianze della presenza umana nella zona risalgono al Neolitico recente. Nel Medioevo fece parte della curatoria d'Anglona, nel giudicato del Logudoro. In seguito passò ai Doria e poi ai feudatari spagnoli. L'area in questo periodo si spopolò progressivamente a causa delle continue incursioni degli eserciti nemici e dei pirati provenienti dalle regioni del Nord Africa.
Il territorio si ripopolò progressivamente solo a partire dal '700 grazie agli allevatori provenienti dai paesi vicini come Aggius, Bortigiadas e Tempio, che diedero un'impronta significativa sia negli usi sia nei costumi, a Erula ancora oggi si parla gallurese, mentre a Perfugas e a Chiaramonti il dialetto è il logudorese. In poco tempo da poche fattorie si andarono a formare vere e proprie frazioni facenti capo a Perfugas a Chiaramonti.
Perché visitare Erula
Il territorio, un tavolato in leggera pendenza, è di natura geologica mista: una parte è granitica e trachitica, un'altra è caratterizzata da filladi, marmi e micascisti. L'area è ricca di minerali pregiati: cristalli di calcite, mica e quarzo. Il territorio è percorso da numerosi corsi d'acqua, come il Riu Cannalza e il Riu Baddeinzas, facenti parte del bacino del Coghinas. Nel territorio, ricoperto in parte dalla macchia mediterranea, trovano rifugio cinghiali, pernici e lepri.
Da visitare le pittoresche frazioni di Lumbaldu, Sa Contra, Tettile, Sa Mela, in quest'ultima è possibile recarsi nella chiesa di S. Giovanni Battista, risalente al 1924. Il territorio ha un fascino particolare legato anche al fatto che sono numerose le famiglie che abitano le campagne circostanti.
Un'ulteriore motivo per visitare il comune è dato dalle numerose testimonianze archeologiche presenti: diverse le domus de janas, fra tutte quelle di Bulguni e Su Bullone, interessanti i nuraghi di Erula, Soggiu, Nuragheddu, Pubattu, Sa Toa, Ispiene e il notevole nuraghe Maiore, posto a 360 metri, la costruzione si trova in ottimo stato di conservazione.
Diverse le feste di sicuro interesse: l'ultima domenica di maggio si svolge la festa del Cuore Immacolato di Maria, caratterizzata dalla degustazione di cibi e dolci tipici confezionati secondo le antiche tradizioni popolari. In agosto nella piazza Giovanni XXIII si svolge la sagra della zuppa gallurese.