Uno sguardo in anteprima
Il paese sorge alle pendici del monte Cuccuruddu, un antico vulcano oramai estinto da circa 180.000 anni. L'origine del centro risale al Medioevo, l'antico borgo era situato in località Santa Vittoria e venne abbandonato per sfuggire alle pestilenze causate dalle paludi della valle sottostante.
Sull'origine del toponimo esistono due ipotesi: una sostiene che questo sia legato alla voce fenicia "Cherem-el", "vigna di Dio amena", in quanto il terreno era adatto alla cultura della vite; l'altra ipotizza che Chiaramonti derivi dai termini "Keir-Kejros", mano, e "mule-mulè-mulia", molino, in quanto nell'area furono rinvenuti numerosi mulini primitivi azionati a mano.
Perché visitare Cheremule
Il centro storico, rimasto praticamente intatto, si sviluppa intorno alla chiesa parrocchiale di San Gabriele Arcangelo, risalente al Cinquecento, e presenta alcuni tipici edifici ottocenteschi.
Il paese è conosciuto per la presenza nel territorio d'incantevoli pinete. Merita una visita il bosco di "Su Tippiri", costituito da lecci, roverelle e un fitto sottobosco dove è possibile ammirare i tipici muretti a secco costruiti in pietra vulcanica. Il vicino monte Cuccuruddu è una zona faunistica protetta, dove dimorano cinghiali, lepri, donnole, volpi, ricci, martore, gatti selvatici e numerose specie di uccelli: cornacchie, pernici, upupe, ghiandaie, picchi, poiane e astori. Dalle cime del monte è possibile ammirare un panorama incantevole.
La presenza umana nell'area risale al Neolitico, come dimostra l'esteso patrimonio archeologico che comprende imponenti necropoli e numerosi i nuraghi sparsi nel territorio. Particolarmente rinomata e meta di visite è la necropoli di Moseddu, formata da diciotto domus de janas, tra le quali si evidenzia la Tomba Branca, risalente al III millennio a.C., e la Tomba della Cava.
Tra le diverse manifestazioni religiose si ricordano quelle in onore di Sant'Antonio da Padova e San Sebastiano. L'evento è organizzato dai pastori del paese. Di sicuro interesse la festa in onore di Sant'Andrea, il 30 novembre. I festeggiamenti sono organizzati dagli obrieri, un gruppo di sei persone che vengono elette ogni anno in occasione della festa.