Uno sguardo in anteprima
Tra morbidi rilievi, pianure e altipiani calcarei, al centro del Logudoro e ai piedi della collina di "Pale Idda", il paese è immerso in un paesaggio fatto di fertili valli e alture di trachite rosa. Il centro abitato è circondato da due significativi rilievi: il Monte Maiore a nord e il Monte Sa Silva a sud.
Nonostante la zona fosse abitata fin dall'epoca nuragica, la nascita di Banari va fatta risalire al Medioevo, in seguito alla fusione dell'omonimo borgo con quelli di San Lorenzo e San Michele.
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Perchè visitare Banari
Il territorio collinare che circonda il centro abitato, di notevole interesse naturalistico, ospita l'oasi faunistica di Badde Manna.
Dal punto di vista archeologico, la zona si caratterizza per la presenza delle domus de janas di "sos settes coroneddos", risalenti al neolitico. A pochi chilometri dal paese, in una zona compresa tra le località di Tonca e Binza Idda, si trovano i resti di una necropoli pagana, testimonianza della presenza dell'uomo in epoca romana.
Meritano una visita le chiese di San Lorenzo Martire e di Santa Maria di Cea. La prima, di cui non si conosce la data di costruzione, fu donata all'inizio del XII secolo ai monaci camaldolesi e modificata nei secoli successivi. Importanti sono i festeggiamenti dedicati al Santo, che si tengono durante il 10 agosto; durante i nove giorni precedenti viene celebrata la novena, particolare perchè caratterizzata da canti tipici, i "gosos".
La chiesa romanica di Santa Maria di Cea, situata nella vallata del rio Mannu poco distante dal centro abitato, fu eretta intorno al XII secolo. Mantiene intatta la facciata originaria che riporta una croce a tau, simbolo degli Ospedalieri di San Iacopo di Altopascio, ai quali la chiesa apparteneva. Nei pressi della chiesa sono in corso degli scavi che dovrebbero riportare alla luce i resti di un antico villaggio medioevale, indicato indistintamente con il nome di Cea, Sea o Seve, che risulta scomparso dalla fine del XVI secolo.