Uno sguardo in anteprima
Al tempo dei governi aragonese e spagnolo, questo paese aveva ottenuto il privilegio di essere amministrato da persone del luogo, scelte dalla popolazione stessa. Della Aritzo di allora, rinomata per il commercio della neve che, rinchiusa in casse foderate di paglia, veniva portata ai mercati più lontani e venduta a caro prezzo durante i caldi mesi dell'estate, rimangono molte tracce.
Alcune case presentano ancora la facciata di pietra e i lunghi balconi tradizionali. Tra le costruzioni di maggior rilievo sono da annoverare la Casa degli Arangino (di forme neogotiche) e la cosiddetta ''prigione di Aritzo'', imponente edificio secentesco in pietra.
Galleria fotografica del paese
Galleria fotografica di Texile
Perché visitare Aritzo
In paese sopravvive la tradizione della lavorazione artigianale dei mobili in legno (le ''cascie'' nuziali intagliate) che si possono anche acquistare presso le botteghe artigiane.
Il clima, la quota e l'esposizione panoramica fanno di Aritzo una meta di villeggiatura animata e piacevole in estate. Partendo da qui è possibile scegliere tra varie gite possibili - a piedi o a cavallo - verso il Gennargentu e l'alta valle del Rio Flumendosa dove, in condizioni idriche particolarmente favorevoli, si può praticare la canoa.
Nelle vicinanze del paese si trova la sagoma rocciosa del Tacco di Texile, dal quale lo sguardo può spaziare sugli sconfinati panorami della Barbagia e da dove, nei secoli dell'Alto Medioevo, il mite sant'Efisio predicò a lungo fino a convertire gli abitanti dell'interno dell'isola.