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Santuario di Santa Vittoria

Serri, santuario di Santa Vittoria

Come arrivare

Da Cagliari si percorre la SS 131, direzione Sassari. Oltrepassato il paese di Monastir, si lascia la SS 131 e si prende la SS 128, direzione Senorbì. A Senorbì si seguono le indicazioni per Suelli e Mandas. Superato quest'ultimo paese, a pochi chilometri si svolta a s. per Serri. Dal paese si seguono le indicazioni dei cartelli turistici e si prende la strada asfaltata che, in circa km 4, conduce all'area archeologica con parcheggio e biglietteria.

Il contesto ambientale
Il santuario è localizzato sul ciglio S-O della "Giara" di Serri, altopiano basaltico al confine tra la Trexenta e il Sarcidano, nella Sardegna centro-meridionale.

Descrizione
Con le sue strutture e gli straordinari ex-voto bronzei, Santa Vittoria costituisce uno dei più importanti complessi cultuali della Sardegna nuragica. Esteso per più di 3 ettari, è difeso a S/S-O dal dirupo naturale e a N-O da una muraglia che segue il margine roccioso.
Il santuario, che subì nel tempo profonde ristrutturazioni, presenta quattro gruppi principali di edifici: i due templi e la "capanna del sacerdote", il "recinto delle feste", il gruppo del recinto del "doppio betilo" e il gruppo di E/S-E, gli ultimi due forse legati all'insediamento stabile. A parte stanno la "capanna del capo"ed altri ambienti appartati.
Il primo gruppo, a S-O, è accessibile attraverso l'ingresso di una cinta megalitica, segnato in origine da due betili, che ingloba la capanna "dell'ingresso" (diametro m 6).
Il pozzo sacro, orientato N-E/S-O, è racchiuso da un recinto ellittico (m 19 x 13) ed è realizzato con accuratissimi filari di blocchi di basalto; presenta lo schema canonico: atrio, scala, pozzo.
L'atrio, quadrato (m 2 x 2), ha il pavimento lastricato, un bancone-sedile ed un altare rettangolare con cavità e foro di scarico per il deflusso dei liquidi.
La scala, con 13 gradini e copertura gradonata, conduce al pozzo cilindrico (diametro m 2) che aveva in origine una copertura a "tholos". La muratura è costituita da filari di blocchi basaltici perfettamente lavorati (altezza residua m 3 su 20 filari).
La fronte del tempio era forse in origine decorata da un fregio a dentelli e da due protomi taurine in calcare.
A breve distanza, a S-O, un ingresso aperto in una cortina muraria (lungh. m 14) porta al "tempio ipetrale". Vi si accedeva attraverso una "via sacra"(lungh. m 50; largh. m 4/3), la stessa che con un percorso curvilineo portava alla "capanna 6" (diam. m 11,50), forse un vano per la meditazione prima dell'ingresso al tempio.
Questo, rettangolare (m 5,80 x 4,80), orientato N-S, con ingresso a S, è costruito con filari regolari di blocchi di basalto. Mostra due altari sacrificali costituiti da banconi di basalto e lastre calcaree.
Un passaggio a S porta alla "capanna del sacerdote", circolare (diam. m 8). È preceduta da un atrio rettangolare (m 2,40 x m 2,80) con sedile ed è costruita con blocchi squadrati di basalto e malta.
Risalendo verso N lungo il muraglione di difesa, si incontrano i resti di uno pseudo-nuraghe (Bronzo medio-recente) sul quale presumibilmente i romani eressero un sacello alla Vittoria
Al limite N del muraglione è situata la "capanna del capo" (diam. m 5,50; altezza residua m 4), con atrio trapezoidale (m 5,50 x 5,30; altezza m 1,65) dotato di pavimento lastricato e sedili. La camera interna ha 5 nicchie.
A circa 50 m a S-E è situato il "recinto delle feste", a pianta ellittica (m 73 x 50; altezza m 1,80), con ingressi a S-O e a S-E. Nell'area centrale (m 50 x 40) si affacciavano ampi porticati con nicchie e pilastri, due vani quadrangolari con banchi e sedili, il "recinto dei fonditori" (diam. m 6,70) con bancone e nicchia, il "mercato" con 9 vani rettangolari (m 4 x 2) dotati di sedili e di lastre per l'esposizione di merci.
Sono inserite nel recinto anche : la "capanna della bipenne" (diam. m 6,95; altezza m 2), con resti del basamento di un altare e di un pilastrino decorato; il "recinto con sedile circolare" (diam. m 6,65); la "casa del focolare" (m 4,20 x 2,90); la "casa del guardiano" (m 2,50x2,90); un vano rettangolare (m. 12 x 3) destinato alla cucina.
Tra gli edifici del gruppo E/S-E risaltano il "recinto dei supplizi", circolare e scompartito all'interno, e la "curia" o "capanna della assemblee federali", circolare (diam. m 14; interno m 11), con ingresso a S-E e sedile per circa 50 persone. Alle pareti lastre di calcare infisse, forse d'appoggio per le offerte e nicchie, di cui una contenente una vaschetta in calcare. Un bacile di trachite si trovava a sinistra dell'ingresso. Nel vano si svolgevano riti sacri.
Il gruppo di N-E mostra un isolato di 6 capanne aperte su spazi comuni, tra queste la "capanna del doppio betilo", dal manufatto calcareo che vi fu rinvenuto, fungente da altare.
Per quanto riguarda la datazione, il pozzo sacro risale al Bronzo finale-prima età del Ferro. Il settore E e S-E , ma non la "curia", vennero abbandonati entro l'VIII secolo a C.. Il resto del santuario fu in uso e subì rifacimenti in età punico-romana. Il Taramelli attribuì ai romani la violenta distruzione e l'incendio dell'area.
Sul luogo in età bizantina sorsero la chiesa di Santa Maria della Vittoria ed un cimitero. La chiesa fu riedificata nell'XI-XII secolo.

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