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Masullas

Masullas, Piazza Pinna

Situato all'interno del Parco Regionale del Monte Arci, il piccolo borgo agricolo di Masullas comprende nei suoi territori zone di pregevole bellezza, come il bosco di Tarxi, la parete rocciosa di Su Columbariu e siti archeologici di epoca nuragica. Esso è situato a ridosso di una collina, che lo protegge dal frequente vento di maestrale. Non lontano dal paese si trovano le cave marnose-arenacee da cui si estrae il materiale con cui si realizzano le abitazioni locali, caratterizzate dalla pietra a vista. Secondo numerosi studiosi, Masullas in passato era un centro di passaggio dal Campidano verso l'interno: qui i viandanti si fermavano e realizzavano dei "masones" (rifugi), da cui il nome del paese. Secondo altre ipotesi, invece, il toponimo deriverebbe dal latino masiullas (piccole abitazioni) o mansio (piccolo centro agricolo).

 

Il paese nasce dalla fusione di due piccoli centri sviluppatisi attorno alle chiese di San Leonardo e Santa Lucia. Con la costruzione della chiesa parrocchiale della Madonna delle Grazie, questi due centri si unirono a formare l'attuale paese. La storia di Masullas è molto antica, come dimostrano i monumenti pre-nuragici che costellano il suo territorio. La documentazione però ci permette di risalire solo fino al Medioevo, quando faceva parte della curatoria di Parte Montis nel giudicato di Arborea. Masullas si trova in una delle parti più belle del Monte Arci, dove si stendono le suggestive zone di Conca Cannas e di Su Columbariu. La prima in particolare è molto interessante perché conserva ancora giacimenti minerari formatisi in epoche storiche differenti. Qui si trovano inoltre importanti coltivazioni di ossidiana, l'oro nero della Sardegna, e di perlite. Nelle campagne circostanti si possono poi trovare affioramenti di pietre pregiate, quali corniole, ametiste, quarzi e agate. Sulla SS 442, inoltre, è possibile osservare un singolare blocco lapideo, probabilmente un affioramento lavico di origine sottomarina: esso presenta una spaccatura perfetta dovuta a cause naturali, dalla quale deriva anche il suo nome, Perda Sperrada appunto. Secondo la leggenda questo masso in origine era un maiale che fu trasformato in pietra e poi spaccato con un calcio da Luxia Arrabiosa, personaggio leggendario del Monte Arci. Questa propensione mineralogica del territorio ha portato alla costituzione in paese di una mostra permanente di minerali e fossili intitolata a Stefano Incani.

 

La collezione comprende circa 1800 campioni di fossili animali in prevalenza sardi e alcune varietà di fossili vegetali. Anche i minerali sono per la maggior parte sardi ed in particolare della zona di Masullas. A Masullas si possono visitare diverse chiese antiche, tra cui possiamo ricordare quella parrocchiale intitolata alla Madonna delle Grazie, la chiesa di San Lorenzo, di San Leonardo, di Santa Lucia e di San Vito. La parrocchiale subì un importante rifacimento nel corso del XVII secolo, alla fine del quale furono realizzate le cappelle, la copertura lignea e la nuova facciata. Al suo interno conserva un bel retablo ligneo datato al 1676, opera dei fratelli Francesco e Mattia Canopia, con al centro il simulacro della Madonna delle Grazie. Al centro del paese, poi, si trova la chiesetta di San Leonardo, costruita intorno al XIII secolo in stile tardo romanico su un impianto binavato precedente del XII secolo. Altra costruzione religiosa di rilievo è il seicentesco Convento di San Francesco, destinato ai frati Cappuccini, che qui rimasero fino ai primi decenni del Novecento. Durante i lavori di restauro sono state rinvenute due interessanti opere d'arte: una Deposizione di A. Caboni (1833), proveniente dalla chiesa dell'Annunziata di Cagliari, e un tabernacolo ligneo di fattura artigianale del '600.

 

Come in tutti i paesi della Sardegna, anche a Masullas la devozione verso alcuni Santi è fortemente sentita ed espressa attraverso partecipati festeggiamenti. Il 19 gennaio si accendono i falò in onore di San Sebastiano, cui segue la processione religiosa e la distribuzione dei cibi e dolci tipici insieme ad abbondante vino. La patrona si festeggia il 2 luglio con la festa de Sa Gloriosa, durante la quale si snoda una lunga processione con sfilata di costumi tradizionali, cavalieri e traccas (i carri a buoi addobbati), cui seguono spettacoli folkloristici, balli di piazza, canti sardi, gara poetica e fuochi d'artificio. Il 4 ottobre ricorre San Francesco, cui viene dedicata una processione religiosa e spettacoli di piazza. Il 12 e 13 dicembre è la volta di Santa Lucia, per la quale si recitano la novena e il rosario in sardo, vengono accesi dei falò e distribuiti vino e caldarroste. A inizio novembre, inoltre, si tiene la Sagra del melograno, con degustazione gratuita di dolci e liquori preparati con questo squisito frutto.

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