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Alà dei Sardi

Alà dei Sardi, complesso di Nurattolos

Alà dei Sardi sorge a quasi 700 m slm su un altopiano granitico leggermente ondulato. Il suo territorio ha un'estensione piuttosto ampia in cui predominano rocce maestose e boschi di enormi querce che si alternano alle distese di macchia. Spesso si possono distinguere sul tronco degli alberi le tracce dell'ultima raccolta del sughero. Dall'altopiano di Alà si scorge il mare con l'isola di Tavolara che si erge con la sua mole granitica a far da quinta scenica a questo paesaggio. Il toponimo "Alà" ha origine incerta, ma secondo alcuni studiosi sarebbe di ascendenza paelosarda ed imparentato con il basco "alha", che significa "pastura", in riferimento agli estesi pascoli che caratterizzano quest'area. Secondo altre ipotesi deriverebbe invece dal romano "ala", in riferimento ad un corpo dell'esercito che avrebbe avuto a che fare con questa zona, oppure dal punico "ala", col significato di (luogo) "posto in alto". La specificazione "dei Sardi" serve a distinguere il paese dagli omonimi Ala (Trento) e Ala di Stura (Torino). Il paese ha una sua caratterizzazione urbanistica data dalle piccole case di granito di forma parallelepipeda che si allineano lungo le strade principali; agli angoli tra le strette vie si aprono inaspettatamente alcuni pozzi, di varia profondità, quali quello di Mesu Idda e quello di S'Oltu Mannu o ancora la fonte pubblica nella strada principale. In questa via, che attraversa tutto il paese, alcuni palazzotti costruiti con gusto eclettico si alternano alle più severe facciate in granito, ornate solo dai graziosi balconi in ferro battuto. Il territorio è abitato sin da epoche antichissime, come indicano il villaggio nuragico di Su Pedrighinosu o quello di Nuraghe Ruju, immersi nella fitta vegetazione. In epoca romana, come segnala il canonico Spano, probabilmente sorse nell'area dell'abitato una stazione militare. L'attuale centro abitato si è comunque sviluppato attorno al nucleo del XVI-XVII secolo. Nel Medio Evo fece parte nel Giudicato di Torres.

Perchè visitare

Sulla strada che conduce a Monti, imboccando la deviazione segnalata ci si imbatte nel santuario di S. Pietro l'Eremita, di origine romanica, frequentato nel giorno di Ferragosto da migliaia di pellegrini provenienti dai dintorni. A 300 m circa all'uscita del paese sorge una roccia granitica dalla forma singolare, chiamata dagli Alaesi "Sa conca 'e su padre", ossia "la testa del frate": essa, infatti, scolpita dagli agenti atmosferici, ricorda curiosamente proprio la testa ed il petto di un uomo robusto. Su di essa è nata anche una leggenda, che vorrebbe vedere nel masso la pietrificazione di un anacoreta cristiano dedito alla preghiera ed alla meditazione. Di grande interesse è il complesso archeologico di Sos Nurattolos, alle falde della punta di Sennalonga, a dominio dell'altopiano di Buddusò. Il sito comprende una fonte sacra, un piccolo tempio "a megaron" e alcune capanne. A breve distanza, ad una quota più elevata, è una grande capanna a carattere comunitario, con un sedile alla base delle pareti, analogamente a quanto documentato nelle cosiddette "capanne delle riunioni" di numerosi villaggi nuragici. Ogni anno a marzo si svolge ad Alà dei Sardi il trofeo "Alasport" una manifestazione di corsa campestre di livello internazionale, alla quale partecipano campioni olimpionici e primatisti mondiali. Nel mese di aprile, invece, le strade del territorio alaese diventano piste da rally che ospitano alcune tappe del Campionato Mondiale di Rally. Molto sentita dagli Alaesi e dagli abitanti della regione è la festa di S. Francesco, il 4 e 5 ottobre, che ha luogo nell'omonimo santuario. Accanto alle celebrazioni religiose, quelle civili prevedono, grazie ai doni di un gran numero di fedeli per grazia ricevuta o per sentimento di devozione al Santo, la macellazione di numerosi capi di bestiame ovino e bovino, che vengono cucinati nei locali adiacenti al santuario e offerti in pasto a tutti i partecipanti alla festa.

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