Monumenti Aperti, la Sardegna svela i suoi tesori

Bastione Saint Remy - Cagliari

Monumenti Aperti, la Sardegna svela i suoi tesori

Sino al 9 giugno un itinerario attraverso l’Isola ti accompagnerà alla scoperta di 800 luoghi di cultura e d’arte, alcuni poco noti o inaccessibili nel resto dell’anno, edifici-simbolo che vanno dall’antichità a oggi
un patrimonio culturale e storico inestimabile

Magnificenza artistica, memoria storica, identità culturale e senso di comunità: Monumenti Aperti è la più grande ‘mobilitazione’ popolare di tutela, valorizzazione e promozione dei beni culturali in Sardegna. La ventitreesima edizione, insignita dell’Europa Nostra Awards 2018, premio dell’Unione europea per il patrimonio culturale che fa seguito ad altri riconoscimenti ricevuti in precedenza, nell’arco di sette fine settimana, tra fine aprile e inizio giugno, mette in mostra 800 luoghi di cultura, tra musei e siti archeologici, chiese ed edifici storici, monumenti naturali e parchi. Un enorme patrimonio materiale (e immateriale) distribuito nel territorio di ben 62 Comuni, dei quali dodici aderiscono per la prima volta. Tra le novità del 2019 spiccano i due centri più importanti del Sarrabus, Muravera e Villaputzu, ricchi di attrazioni culturali e naturalistiche, Ales con la cattedrale dei santi Pietro e Paolo e con la casa natale di Gramsci, Neoneli, paese del celebre coro polifonico, Tula col complesso archeologico di sa Mandra Manna e Villaspeciosa con chiesa di san Platano e sito tardo-antico di san Cromazio. New entry è anche Tertenia, che raddoppia la rappresentanza dell’Ogliastra: si aggiunge a Tortolì, che anche nel 2019 mette in mostra le sue seicentesche torri costiere, siti archeologici, edifici storici e di culto.

monumenti aperti 2019-Cagliari
Altare Monte d'Accoddi
Bosa sul fiume
un modello di successo esportato oltre i confini regionali

Ogni comunità si racconta lungo percorsi all’interno dell’architettura urbana, segnata da secoli di avvicendamenti di potere, come nel borgo medioevale di Bosa o lungo i romantici bastioni di Alghero. Oppure attraverso viaggi nel passato più lontano, tra i resti di civiltà, come nella necropoli di Anghelu Ruju, nella città catalana, nell’altare di Monte dAccoddi (Sassari), nei nuraghi Ruju di Torralba o Genna Maria di Villanovaforru, nelle vestigia fenicio-puniche di SantAntioco, nell’antica città di Nora (Pula) e tra i ruderi romani di Porto Torres. Alla scoperta dei monumenti è associato un programma di animazioni musicali ed esibizioni teatrali nelle piazze, di itinerari letterari che coinvolgono vari narratori sardi e tour alla scoperta di eccellenze artigianali e prelibatezze enogastronomiche. La visita è accompagnata da ‘ciceroni’ speciali, circa ventimila volontari, in gran parte studenti. Un modello di successo che dal 2014 è ‘sbarcato’ sulla Penisola: una‘coda’ autunnale avrà come protagonisti 11 Comuni di Emilia-Romagna, Lombardia e Puglia.

Castello di Acquafredda - Siliqua
Basilica di sant'Antioco, interno
800 monumenti simbolo delle vicende millenarie della Sardegna

Il tema di Monumenti Aperti 2019 è ‘Radici al futuro’: il patrimonio storico-culturale è ponte fra passato e scenari futuri delle comunità. Nella scoperta delle radici dell’Isola è immancabile la visita alle fortificazioni di Cagliari e ad altri monumenti storici del capoluogo, come la basilica di san Saturnino, l'Orto botanico, la chiesa di santEulalia che poggia su spoglie romane, l’Anfiteatro romano e la necropoli di Tuvixeddu. Una novità è l’apertura della torre della Quarta Regia. A Sassari, capoluogo del Capo di sopra, fanno bella mostra di sé piazze, palazzi storici e monumenti come Fontana di Rosello, nonché tanti edifici di culto e luoghi di cultura, come la cattedrale di san Nicola e il Padiglione Tavolara. Tra Sassarese e Logudoro sono ‘aperte’ antiche dimore, santuari, siti nuragici e musei di Cossoine, Osilo, Ploaghe, Thiesi e Usini, che propone anche il patrimonio immateriale di canto e danze. Grande attrazione sono le fortezze medioevali: il castello di Serravalle a Bosa, il castello di Sanluri, il castello di Acquafredda a Siliqua (altra new entry) e quello di Villasor.

San Pantaleo - Dolianova
Basilica di san Gavino - Porto Torres
edifici storici, chiese antiche, siti archeologici, musei, monumenti naturali...

Gli edifici di culto storici ‘aperti’ alla visita sono tantissimi: la cattedrale di san Pietro apostolo a Terralba, il duomo di Santa Maria a Oristano, l’ex cattedrale di san Pantaleo di Dolianova, la basilica di Sant’Antioco, l’architettura romanica di Santa Maria di Uta, la parrocchiale di santa Barbara a Villacidro, la basilica anc’essa romanica di san Simplicio a Olbia e sempre nel territorio olbiese, la chiesa di san Lorenzo a Porto Rotondo. Nella ‘capitale’ della Gallura alle chiese si accompagna la visita al museo archeologico. Restando in tema, le testimonianze preistoriche e antiche sono infinite: dalle vestigia fenicio-puniche di Baratuli sul colle Olladiri di Monastir al tempio a pozzo di sant’Anastasia e alle terme romane di Sardara, dai ruderi del Palattu di Padria, palazzo cinquecentesco sorto su una fortezza punica, ai nuraghi di Villanovafranca. Monumenti Aperti è anche ambiente: da non perdere i basalti colonnari di Guspini, il ‘prodigio’ di calcare de s’Archittu di Santa Caterina di Pittinurri (Cuglieri) e le aree protette del parco dell’Asinara (Porto Torres) e di Capo Carbonara a Villasimius.

Approfondimenti: Monumenti Aperti

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