Un tempo ‘paese di montagna’, celebre per l’aria salubre, oggi moderna cittadina che conserva tradizioni agropastorali e produce eccellenti olio d’oliva, vini, da cui deriva una pregiata acquavite, e ciliegie, cui è dedicata a giugno una celebre sagra. Villacidro, grande centro del Medio Campidano di 14 mila abitanti, sorge laddove la pianura cede il passo ai contrafforti del monte Linas. La sua ricchezza sono le bellezze naturali: valli di Coxinas e Villascema, boschi rigogliosi, tra cui la foresta di Montimannu, paesaggi dolomitici, prati d’asfodelo e colline con macchia mediterranea. Il territorio è percorso da torrenti che formano spettacolari cascate. La più nota, meta di villeggiatura del poeta D'Annunzio, è sa Spendula, una ‘lama’ d’acqua che fende la roccia tra oleandri e lecci, compiendo tre salti consecutivi. Nei sentieri del complesso monte Linas-altopiano di Oridda-Marganai, parco dove fare escursioni di trekking, in bici e a cavallo, lo spettacolo prosegue con le cascate del rio Linas, Piscina Irgas, che si immerge dopo un salto di 4​5 metri, e Muru Mannu (nel territorio di Gonnosfanadiga), la più imponente dell’Isola (alta 70 metri).

Villacidro è ancorata ai valori del passato, celebrati dallo scrittore Giuseppe Dessì, il suo cittadino più illustre, cui è dedicato il parco culturale Dessì all’interno del monte Linas: i paesaggi sono quelli esaltati dalle opere del vincitore del premio Strega (1972). A proposito di cultura non perderti il museo d’arte sacra, quello farmaceutico sa Potecarìa, e quello archeologico Villa Leni, un tempo monte granatico. Espone testimonianze di un territorio abitato dal Neolitico, poi nelle età del Rame e del Bronzo (il villaggio nuragico di Cottega e vari nuraghi) e in epoca romana (una necropoli e resti di due terme), quando forse sorse il primo centro abitato di villa citra, ‘villa al di qua del fiume’. In città e campagne, tra gli edifici di culto, spiccano la chiesa di san Sisinnio (XVII secolo), immersa tra oliveti secolari, e la parrocchiale di santa Barbara, di origine cinquecentesca. Del suo originario impianto gotico-catalano si conservano campanile e capilla mayor con volta stellare, non interessati dalla ristrutturazione di fine XVII secolo, che diede un aspetto neoclassico alla chiesa. Nel corso del 1700 si arricchì di arredi prestigiosi, come l’altare maggiore. Da visitare anche il lavatoio pubblico, inaugurato nel 1893: una copertura sorretta da colonne in ghisa protegge 36 vasche rivestite in trachite. Il centro abitato si anima in vari appuntamenti, tra cui a metà gennaio i fuochi di sant’Antonio abate e per Halloween la festa de is Animeddas (o Mortu mortu): Villacidro è noto tradizionalmente come il ‘paese delle streghe’.