Uno sguardo in anteprima
Il territorio di Macomer si distende nel territorio del Marghine-Planargia lungo le sponde del Rio S'Adde. Il territorio fu popolato sin dall'epoca preistorica, come dimostrano vari ritrovamenti: le domus de janas, la necropoli di Filigosa, il complesso sepolcrale di Perdas de Tamuli, la tomba dei giganti di Puttu 'e Oes, e tra i tanti, i Nuraghi Ruju, Santa Barbara e Succoronis. In epoca preistorica l'agglomerato più antico è documentato dai ritrovamenti della grotta Marras, da cui proviene l'ormai famosa Venere di Macomer, una statuetta di Dea Madre risalente al Neolitico Antico o Medio.
Edificata su un gradino di antiche rocce vulcaniche, Macomer è uno dei nodi commerciali più importanti della Sardegna dell'interno. La parrocchiale di San Pantaleo è un esempio di architettura gotica secentesca di chiara ispirazione spagnola.
Galleria fotografica
Perché visitare Macomer
Sul piazzale della piccola chiesa di Santa Croce, la sera del 17 gennaio in occasione della festa di "Sa Tuva", in onore di Sant'Antonio Abate, viene acceso un grande falò. Non lontano dal centro, a poca distanza dalla strada Carlo Felice, una breve passeggiata porta fino al Nuraghe Santa Barbara, dalla mole imponente che sovrasta una serie di torri minori e di bastioni.
Da segnalare inoltre l'annuale rassegna di Macomer in Fiera. Nella moderna struttura fieristica del Monte S. Antonio, si svolgono manifestazioni espositive e mostre-mercato d'interesse nazionale, come la famosa Fiera del Libro, delle attività produttive della Sardegna Centrale e di bestiame ovino, caprino, bovino ed equino, iscritto al libro genealogico.