Uno sgauardo in anteprima
Il paese si trova a 500 metri di altitudine su un territorio che comprende la parte centrale della catena del Marghine che lo protegge a ovest dal maestrale e dalla tramontana. Il pendio della montagna è coperto da selve ed è ricco di selvaggina. Il territorio molto fertile è coltivato a cereali, orzo, fave, legumi, viti e alberi da frutta.
La zona, inoltre, è ricca di testimonianze del periodo pre-nuragico e nuragico, che testimoniano una antropizzazione della zona già da epoche antiche. Il paese ha conosciuto anche una fase romana, che corrisponde all'attuale abitato, probabilmente là dove si trova la cava di calce, che, secondo la tradizione, veniva utilizzata per i lavori forzati di alcuni Cristiani mandati in esilio in Sardegna.
Galleria fotografica del paese
Galleria fotografica del Nuraghe Santa Sabina
Perché visitare Silanus
Silanus sorge in un'area ricchissima di monumenti prenuragici e nuragici: domus de janas, menhir, tombe dei giganti e nuraghi, come il complesso nuragico di Corbos.
Interessanti sono le costruzioni religiose, prima di tutto la chiesa di San Lorenzo, costruita dai monaci Cistercensi nel XII sec. nei pressi della cava di calce, al cui interno sono conservati lacerti di affreschi realizzati nella prima metà del XIII secolo. Altra chiesa di grande attrattiva è quella di Santa Sabina, realizzata nell'XI secolo, in un'area dove coesistono insieme il nuraghe omonimo, una tomba dei giganti e la chiesa romanica per l'appunto. Questa chiesa, rispetto alle coeve chiese romaniche sarde, presenta una pianta anomala circolare, che suggerisce un preesistente impianto tardoantico o bizantino.
Molto sviluppato è l'artigianato, con la produzione di tappeti, dolci e pani tipici.