È una porzione dell'enorme territorio paludoso, a sud di Oristano, sottoposto negli anni 30 del '900 a bonifica dal Fascismo, che contestualmente fondò la città di Arborea. Lo stagno di S'Ena Arrubia, appunto, si salvò dal prosciugamento. Il suo alimento avviene attraverso le acque dell'idrovora di Sassu, e da un fiumiciattolo denominato canale Sant'Anna. lo scarico, invece, avviene sul mare mediante saracinesche dislocate fra un villaggio di pescatori ed una pineta costiera che a sud si irradia fino alla spiaggia di Arborea. Lo stagno di S'Ena Arrubia è bagnato da acque dolci che si mantengono ad un livello di superficie sempre costante, ed è abitata una rigogliosa vegetazione acquatica tra cui il Giuncheto, lo Scirpeto, il Fragmiteto. È stato dichiarato area protetta dalla Convenzione di Ramsar nel 1977 ed interdetto alle attività venatorie dal 1978. Oggi è sotto la gestione di una cooperativa di pescatori, che può catturare ogni anno molti quintali di spigole, anguille, carpe, muggini. La sua ricca vegetazione e l'abbondanza ittica attira diverse specie di uccelli acquatici, alcuni dei quali nidificano sulle sue sponde, come il Tabaruso, l'Airone rosso, il Fistione turco, il Cannareccione, il Martin Pescatore. Sono di passaggio, invece, le Folaghe, i Cormorano, gli Aironi, i Gabbiani.